Sala 2 e Sale 3
La seconda e terza sala dell’ala sinistra del Museo Marca accolgono opere pittoriche del XVII e XVIII secolo.
Entrando, a parte alcuni quadretti di vari autori riproducenti soggetti sacri, attira l’attenzione del visitatore la grande Pala d’Altare settecentesca di Vitaliano Alfì, intitolata Patrocinio di San Vitaliano, patrono della città, commissionata dalla congrega dei barbieri catanzaresi. Figura principale è la madre celeste verso la quale è genuflesso San Vitaliano che implora protezione per la città. Sullo sfondo compare una veduta della Catanzaro del Settecento.
Sul lato opposto troviamo un ritratto di Pio V, proveniente dal complesso di San Domenico di Soriano, attribuito a pittore barocco meridionale, e la tela dell’Immacolata Concezione di Francesco De Mura.
Nella sala successiva troviamo l’Ebrezza di Noè di Andrea Sacchi. Trattasi di un tema ampiamente interpretato nell’arte italiana fin dal periodo tardo gotico, con il patriarca ubriaco deriso dal figlio Cam.
Sulla parete di fronte si può ammirare la tela raffigurante i due filosofi Eraclito e Democrito, detti, rispettivamente, il piangente ed il ridente. L’opera è attribuita congiuntamente ai fratelli Preti, ossia Gregorio e l’ancora giovane Mattia, divenuto poi famoso come il Cavalier Calabrese.
La parete di fondo è invece occupata dalla Madonna con il Bambino in Gloria. I due soggetti principali che occupano il centro della scena sono circondati da angeli e cherubini, mentre sulla desta, in basso, appaiono i volti di due sante. L’opera, proveniente dal convento dei cappuccini di Santa Maria degli Angeli di Catanzaro, già nell’ 800 era stata attribuita a Mattia Preti ma, più recenti studi, l’hanno assegnata al napoletano Battistello Caracciolo, che la realizzò intorno agli anni venti del ‘600, ispirandosi alle sette opere di Misericordia del Caravaggio del 1607
