Sala 1

L’ala destra del Museo ospita le collezioni provinciali di Francesco Jerace, Andrea Cefaly, della Scuola di Cortale e di vari autori calabresi dell’800 e del 900. La prima opera, che si incontra già nell’atrio di ingresso, è la statua in gesso di S. Ciro d’Alessandria, modello e studio preparatorio di una statua destinata alla Chiesa del Gesù Nuovo in Napoli, opera di Francesco Jerace, pittore e scultore calabrese, nato a Polistena nel 1853.

Invece, entrando nella prima sala, troviamo opere di Andrea Cefaly, nato a Cortale in Provincia di Catanzaro nel 1827, che partecipò attivamente ai moti liberali antiborbonici e seguì Garibaldi fino alla battaglia del Volturno. Molto vasta e varia fu la sua produzione, caratterizzata da ritratti e quadri di soggetto letterario e storico. Negli ultimi anni incentrò il suo lavoro sugli episodi della Divina Commedia. E qui al Marca il visitatore può vedere sulla destra Caronte, il mitologico traghettatore che trasporta le anime, con la figura di Dante che spicca in primo piano. Al centro, invece, è il dipinto di Paolo e Francesca, trascinati dalla ruina infernale, e da sinistra l’incontro, narrato nel 3^ Canto del Paradiso, tra Dante e Piccarda Donati.

Proseguendo con la visita, abbiamo l’autoritratto del pittore col basco in testa, eseguito nel 1860, e, a seguire, scene di bivacchi garibaldini che attestano l’adesione del Cefaly alle vicende politiche del tempo. Sulla parete di fondo troviamo un dipinto dal titolo Progresso in America, commissionato nel 1872 da un Comitato italo-americano a sostegno di Victoria Woodhull, prima donna candidata alla Presidenza degli Stati Uniti.

Altre opere in questa sala raffigurano la battaglia di Benevento del 1276, nella quale Carlo d’Angiò sconfisse Manfredi; Bruto che condanna a morte i suoi figli, opera del 1863 originariamente destinata al Tribunale di Catanzaro e successivamente acquisita dall’Amministrazione Provinciale che la premiò con una medaglia ed una somma di denaro che l’autore volle destinare agli allievi della Scuola di Cortale. Il protagonista della scena è Lucio Giunio Bruto, uno dei fondatori della repubblica romana, vissuto nel VI sec. a.C., che non esitò a condannare a morte i suoi figli che tentavano di ripristinare la monarchia, convinto che la legge e la libertà della repubblica fossero più importanti dei legami familiari.

Infine si può ammirare la battaglia di Legnano, avvenuta nel 1176, che pose fine alla quinta discesa in Italia di Federico Barbarossa.

By Mario Mauro e Antonella Soluri

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