I Brettii
Intorno alla metà del IV secolo a.C., le fonti antiche registrano l’improvvisa emersione in Calabria del popolo italico dei Brettii (noti anche come Bruttii o Bruzi), un evento che segnò profondamente gli equilibri della nostra regione. La loro comparsa non è accolta dalle fonti con molto favore. I Brettii, infatti, vengono generalmente descritti in termini estremamente negativi. Significativa, a tal riguardo, è la testimonianza di un frammento del poeta Aristofane in cui si legge: «l’oscura orribile lingua brettia», un chiaro segnale della loro alterità e non-grecità percepita.
Nonostante l’aura di mistero che avvolge le loro origini, il geografo Strabone ci fornisce un tassello cruciale della loro storia: egli attribuisce ai Brettii una discendenza di matrice sannitica. Stanziati in Calabria oltre l’istmo delimitato da Cerilli e Turi, Strabone li colloca a sud dei Lucani, descrivendoli inizialmente come una popolazione subalterna, pastori e servi dei Lucani stessi.
In seguito ad una ribellione, i Brettii si separarono dai Lucani e costituirono un’entità politica autonoma che ebbe come capitale Cosenza. La data di questo evento è fissata al 356 a.C. Lo stato brettio era caratterizzato da una singolare organizzazione basata su entità cantonali. Questi centri nevralgici erano strategicamente posizionati su alture dominanti e naturalmente difese (come Tiriolo e Crichi), spesso completate da avamposti e fortificazioni militari imponenti. Forte di questa struttura, il nuovo popolo-stato esercitò una notevole pressione militare sulle ricche città costiere della Magna Grecia, riuscendo a conquistare e controllare temporaneamente insediamenti chiave, come Terina e Hipponion.
Il destino dei Brettii, e della loro breve ma intensa parabola storica, fu segnato dall’espansione romana. Schieratisi a fianco di Annibale durante le Guerre Puniche, subirono la severa punizione di Roma, che portò al declino e alla progressiva cessazione di vita della maggior parte dei loro insediamenti, inghiottiti dalla nuova dominazione.
Paradossalmente, mentre sul piano politico e militare i Brettii si contrappongono ai Greci, la loro cultura materiale mostra un profondo e quasi totale assorbimento dell’elemento ellenico, rendendo le loro produzioni quotidiane difficilmente distinguibili da quelle greche. Differisce, invece, il loro rituale funerario che sottolinea la voluta caratterizzazione militare e l’importanza del ceto dominante guerriero.
(Francesco Cristiano)
