La Preistoria
Entrando nella prima sala, sulla destra, si posso ammirare le vetrine dedicate alla Preistoria e comprendenti i materiali della collezione di Giuseppe Foderaro, donata al Museo Provinciale per disposizione testamentaria sullo scorcio dell’Ottocento.
In queste vetrine sono esposti circa 400 manufatti litici, frutto non solo di rinvenimenti del Foderaro, ma anche di scambi con studiosi e ricercatori del tempo. Si tratta di oggetti litici, a superficie scabra o levigata, che costituivano i tradizionali strumenti delle prime comunità neolitiche in Calabria. Mancano riferimenti precisi ai contesti archeologici e alle circostanze del rinvenimento ma la distribuzione spaziale pone in evidenza una notevole concentrazione di questi manufatti nell’area delle Serre e della Presila catanzarese.
La tipologia degli oggetti comprende le forme essenziali di asce, accette, accettine e scalpelli. Le rocce più utilizzate sono dioriti e porfidi. La mancanza dei manici rende spesso problematica la comprensione della funzionalità dei manufatti e la definizione dello strumento.
In generale si può dire che il taglio della lama di ascia è disposto perpendicolarmente al manico, mentre il taglio di lama di accetta corre parallelamente ad esso. In numerosi casi si osserva l’esistenza della doppia funzione, come il doppio scalpello, l’ascia/scalpello o il martello/ascia. Certo è che vi erano precisi criteri di selezione nella scelta del ciottolo: dimensioni e peso erano determinati dall’uso che si pensava di fare dello strumento, una volta finito.
La scelta di una determinata materia prima (colore della pietra, dimensione dell’oggetto) sembra possa essere anche indicativa dello status sociale dell’individuo o del valore di scambio della merce.
Una determinata ascia poteva essere trasmessa di generazione in generazione ed assumere particolari significati simbolici. Ad ogni modo, la presenza di un così ingente quantitativo di materia prima, sotto forma di ciottoli fluviali, fa pensare all’esistenza di vere e proprie officine vocate a questo tipo di produzione nelle aree più interne della provincia di Catanzaro durante i periodi del Neolitico e dell’Eneolitico.
(Francesco Cristiano)
